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Buriano è una frazione del comune di Castiglione della Pescaia, situata nella parte nord-orientale dello stesso sulle prime propaggini sud-orientali di Poggio Ballone.
Le origini di Buriano sono riconducibili al periodo altomedievale, venendo citato per la prima volta in un documento risalente alla prima metà dell'VIII secolo. All'epoca si trattava di una località costituita da insediamenti sparsi.
Il centro vero e proprio sorse a partire dal IX secolo come feudo degli Aldobrandeschi, quando furono costruite le prime strutture difensive tra cui la rocca aldobrandesca e la perduta chiesa di Sant'Andrea. Nel 973 gli Aldobrandeschi cedettero Buriano ai monaci dell'abbazia di San Salvatore al Monte Amiata.
Nei secoli successivi furono rafforzate le strutture fortificate presenti nel centro, grazie anche al ritorno degli Aldobrandeschi poco dopo l'anno Mille, che successivamente cedettero il centro alla famiglia locale dei Lambardi, a cui erano legati. Il domino dei Lambardi si protrasse pertanto tra l'XI secolo e la prima metà del Trecento; la famiglia in alcuni periodi riuscì ad avere forti influenze anche su Castiglione della Pescaia e su Vetulonia.
Nel 1332 Buriano passò sotto l'egemonia di Siena ma, alcuni anni dopo, fu ceduto ai Pisani; nel 1398 Buriano fu conquistato dagli Appiani di Piombino che lo inglobarono nel loro principato.
Da allora, il paese rimase ininterrottamente nel Principato di Piombino fino al 1815, anno in cui fu annesso definitivamente al Granducato di Toscana e, da allora, ne seguì le sorti.
Gran parte degli edifici racchiusi nel nucleo storico di Buriano risalgono al periodo rinascimentale, fatta eccezione per la rocca e per la pieve di epoca medievali.



la Torre Aldobrandesca

la Pieve di Santa Maria Assunta









La pieve di Santa Maria Assunta, storicamente nota come pieve di Santa Maria in Arcione, si trova a Buriano, frazione del comune di Castiglione della Pescaia. È citata dall'XI secolo, venendo ricordata per la prima volta in un documento datato 1051, anno in cui risultava appartenere ai monaci dell'abbazia di Sant'Antimo. Durante il periodo medievale ricorreva spesso la denominazione di pieve di Santa Maria in Arcione, che le era stata conferita dal toponimo della collina sulla quale sorge, che all'epoca era chiamata Dosso di Arcione. Il luogo di culto fu ceduto per metà dai monaci di Sant'Antimo a quelli della più vicina abbazia di San Lorenzo a Sestinga: la comproprietà ebbe inizio già a partire dal 1067. Nel corso dei secoli successivi, il piviere includeva come suffraganee la chiesa di Sant'Andrea e la chiesa di Santa Margherita a Buriano, entrambe scomparse, oltre alla chiesa dei Santi Simone e Giuda a Vetulonia, centro che all'epoca era denominato Colonna di Buriano. Con il trasferimento della sede vescovile da Roselle a Grosseto nel 1138, la pieve entrò a far parte della diocesi di Grosseto, come ricordato anche in una bolla papale datata 1188. L'edificio religioso fu ristrutturato all'inizio del Trecento, mentre il suo interno venne profondamente rifatto in epoca Seicentesca, quando furono realizzati gli altari e gli stucchi in stile barocco. L'edificio religioso, contraddistinto da un impianto ad aula rettangolare, presenta caratteri tardo-romanici, che quasi certamente sono stati conferiti a seguito dell'intervento di ristrutturazione del 1300. La facciata a capanna in bozze d'arenaria e trachite ha un elegante portale delimitato da fasci di colonnine con capitelli vegetali e sormontato da un archivolto aggettante internamente. Sopra il portale si apre un oculo delimitato da un'ampia fascia a dentelli. Sul lato posteriore della chiesa si eleva la possente torre campanaria a pianta quadrangolare, con la parte sommitale caratterizzata dalla presenza di un'ampia monofora per lato ad arco tondo, da cui è possibile vedere la cella campanaria interna; la copertura del campanile si presenta a quattro fornici.